Il vallone del Rio Nero
Ma ora basta, sta mattina facendo la strada che da Sauze d’Oulx porta a Sestriere mi è venuta una voglia matta di iniziare di nuovo a condividere un po’ di Vialattea con voi e questo perché fuori fa freddo, le piste sono quasi tutte aperte e ben innevate, perché i cannoni sparano, perché la gente scia e perché è di nuovo finalmente inverno.
Dunque basta pensare e ripensare allo scorso anno e pensiamo alla stagione che ci aspetta con le novità soprattutto quelle del fronte Vallone del Rio Nero, per questo visto che è un discorso decisamente più tecnico lascio la parola a chi ha vissuto tutta l’estate tra le ruspe e gli elicotteri per poterci permettere a partire da sabato 19 di sciare nel nuovissimo Vallone, il nostro direttore tecnico Vittorio Salusso :
A maggio, mentre ero in vacanza, ripensavo alla bella stagione passata con tanta neve e tante soddisfazioni. La stanchezza era tanta ma la mia mente era già nel Vallone del Rio Nero … Da li a poco avremmo iniziato i lavori!
Pensavo soprattutto ai progetti autorizzati dopo tre anni di faticosi iter burocratici e agli uomini che avrebbero vissuto mesi in un’area geografica ostile. I progetti sono un mondo di calcoli e teorie, il territorio, un mondo di fango, sudore e imprevisti. Sono due mondi necessari anche se molto diversi, anche fatti di persone diverse. Alcune persone poi si fondono nei due e hanno solo più voglia di arrivare in fondo.
Con la R.C.F., in particolare con Pierpaolo e Cristina, abbiamo elaborato i progetti da esporre agli enti competenti per tre anni. Non è stato facile ma, alla fine, con tanta carta, pazienza e la dedizione di Mauro Borello siamo usciti dal tunnel …
Siamo a giugno … Partiamo! C’è ancora troppa neve. Decidiamo di salire a pulire le strade con gli escavatori.
Appena si riesce ad arrivare con le macchine cominciamo ad organizzare la logistica, installiamo il cantiere e subito iniziano ad arrivare gli uomini che si devono preparare per stare qui dei mesi.
Fabio apre il rifugio a monte Fraiteve che sarà la nostra mensa per il resto dell’estate. Nel tempo ci accorgeremo che è stata una buona idea perché ci ha fatto risparmiare tanta strada e soprattutto tanta polvere!
Quando arriva la stazione di betonaggio sul col Basset è il segnale che si è messa in moto la macchina. Punti arancioni in giro per la montagna preparano i getti per le opere civili dei tre nuovi impianti di risalita.
Andrea,Gianni e Silvano sono uomini che lavorano la neve con i mezzi battipista ma ora hanno a che fare con la terra e la roccia. Devono modellare la nuova pista Cresta, la Boursailles, il Boulevard e i valli paravalanghe.
La passione, la pazienza e la costanza che li contraddistingue gli farà muovere migliaia di metri cubi.
Dall’alto li guarda Covelli, che passa tre mesi vicino alla sua trivella per realizzare 350 buchi profondi 6 metri, dove attaccheremo altrettanti paravalanghe. Io lo guardo dalla strada provvisoria che abbiamo realizzato sulla pista 25, è seduto in mezzo alla polvere che fa la barramina della trivella. Lo chiamo al telefono, ci salutiamo, non vedo il suo viso ma sono sicuro che stia sorridendo perché lui è fatto così e questo mi rassicura.
Il tempo ci accompagna, il sole e il caldo sembrano aver pietà degli uomini che lavorano e nel Vallone le attività procedono velocemente.
Nel frattempo, sulla pista Cresta, Fabio e Beppe montano i frangivento. Beppe è stato il mio primo capo servizio quando avevo 16 anni e volevo fare questo mestiere. Lui i frangivento li conosce bene, ne ha installati tanti e senza quelli non avrebbe mai fatto sciare nessuno. Prima dell’avvento degli innevamenti programmati era l’unico modo di ammucchiare un po’ di neve. È un sistema naturale che fa risparmiare energia.
Gli elicotteri la fanno da padrone. A un certo punto sembra veramente un film di guerra. Ma qui non muore nessuno e anche le marmotte, dopo un po’, con qualche diffidenza, sembrano guardare le evoluzioni dei piloti.
Tutti i lavori procedono contemporaneamente: piste, paravalanghe, frangivento, impianti di risalita, valli paravalanghe, ecc. tutte le imprese, con quasi 100 uomini impiegati, procedono con sincronismo e omogeneità.
Io sono un rompiscatole! Vedo tanto lavoro, poco personale e ritardi ovunque. Ne sanno qualcosa l’Ing Chianale, direttore lavori, e mio figlio Pier, direttore operativo, ma sono vivi e possono raccontarla. Anche con Fabio, il capo cantiere, ci abituiamo a litigare ma alla fine ne esce una stima reciproca. Alla fine tutto questo fa parte del mio mestiere.
Arrivano le carpenterie. Rino, i fratelli Bloise e tutti gli uomini, con i loro numeri da funamboli, consumando i bulloni, fanno crescere le strutture e con i loro mezzi fanno miracoli.
Con Fabrizio, che si occupa per noi della sciovia, diventa quasi una gara a chi è più bravo, ma bravi lo sono tutti.
Arrivano ancora altre imprese. E’ frenetico. Quando scrivo stiamo ancora lavorando, c’è la neve, fa freddo e siamo stanchi ma, dobbiamo farcela.
Ancora una volta manca un mese e ancora una volta arriviamo in autunno.
Grazie
Buona stagione a tutti. Poi si vedrà! Vittorio
I NUMERI DEL VALLONE
- 3.750 m di impianti di risalita nuovi
- 7.329 m di funi posate
- 4.000 m di linee elettriche nuove
- 1.100 mc di cemento
- 40 operai mediamente impiegati ogni giorno per 6 mesi
- 3.000 m di piste realizzate
- 400 m di paravento
1.200 m di paravalanghe installati
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30 dicembre 2009
14 commenti
Ma ora basta, sta mattina facendo la strada che da Sauze d’Oulx porta a Sestriere mi è venuta una voglia matta di iniziare di nuovo a condividere un po’ di Vialattea con voi e questo perché fuori fa freddo, le piste sono quasi tutte aperte e ben innevate, perché i cannoni sparano, perché la gente scia e perché è di nuovo finalmente inverno.
Dunque basta pensare e ripensare allo scorso anno e pensiamo alla stagione che ci aspetta con le novità soprattutto quelle del fronte Vallone del Rio Nero, per questo visto che è un discorso decisamente più tecnico lascio la parola a chi ha vissuto tutta l’estate tra le ruspe e gli elicotteri per poterci permettere a partire da sabato 19 di sciare nel nuovissimo Vallone, il nostro direttore tecnico Vittorio Salusso :
A maggio, mentre ero in vacanza, ripensavo alla bella stagione passata con tanta neve e tante soddisfazioni. La stanchezza era tanta ma la mia mente era già nel Vallone del Rio Nero … Da li a poco avremmo iniziato i lavori!
Pensavo soprattutto ai progetti autorizzati dopo tre anni di faticosi iter burocratici e agli uomini che avrebbero vissuto mesi in un’area geografica ostile. I progetti sono un mondo di calcoli e teorie, il territorio, un mondo di fango, sudore e imprevisti. Sono due mondi necessari anche se molto diversi, anche fatti di persone diverse. Alcune persone poi si fondono nei due e hanno solo più voglia di arrivare in fondo.
Con la R.C.F., in particolare con Pierpaolo e Cristina, abbiamo elaborato i progetti da esporre agli enti competenti per tre anni. Non è stato facile ma, alla fine, con tanta carta, pazienza e la dedizione di Mauro Borello siamo usciti dal tunnel …
Siamo a giugno … Partiamo! C’è ancora troppa neve. Decidiamo di salire a pulire le strade con gli escavatori.
Appena si riesce ad arrivare con le macchine cominciamo ad organizzare la logistica, installiamo il cantiere e subito iniziano ad arrivare gli uomini che si devono preparare per stare qui dei mesi.
Fabio apre il rifugio a monte Fraiteve che sarà la nostra mensa per il resto dell’estate. Nel tempo ci accorgeremo che è stata una buona idea perché ci ha fatto risparmiare tanta strada e soprattutto tanta polvere!
Quando arriva la stazione di betonaggio sul col Basset è il segnale che si è messa in moto la macchina. Punti arancioni in giro per la montagna preparano i getti per le opere civili dei tre nuovi impianti di risalita.
Andrea,Gianni e Silvano sono uomini che lavorano la neve con i mezzi battipista ma ora hanno a che fare con la terra e la roccia. Devono modellare la nuova pista Cresta, la Boursailles, il Boulevard e i valli paravalanghe.
La passione, la pazienza e la costanza che li contraddistingue gli farà muovere migliaia di metri cubi.
Dall’alto li guarda Covelli, che passa tre mesi vicino alla sua trivella per realizzare 350 buchi profondi 6 metri, dove attaccheremo altrettanti paravalanghe. Io lo guardo dalla strada provvisoria che abbiamo realizzato sulla pista 25, è seduto in mezzo alla polvere che fa la barramina della trivella. Lo chiamo al telefono, ci salutiamo, non vedo il suo viso ma sono sicuro che stia sorridendo perché lui è fatto così e questo mi rassicura.
Il tempo ci accompagna, il sole e il caldo sembrano aver pietà degli uomini che lavorano e nel Vallone le attività procedono velocemente.
Nel frattempo, sulla pista Cresta, Fabio e Beppe montano i frangivento. Beppe è stato il mio primo capo servizio quando avevo 16 anni e volevo fare questo mestiere. Lui i frangivento li conosce bene, ne ha installati tanti e senza quelli non avrebbe mai fatto sciare nessuno. Prima dell’avvento degli innevamenti programmati era l’unico modo di ammucchiare un po’ di neve. È un sistema naturale che fa risparmiare energia.
Gli elicotteri la fanno da padrone. A un certo punto sembra veramente un film di guerra. Ma qui non muore nessuno e anche le marmotte, dopo un po’, con qualche diffidenza, sembrano guardare le evoluzioni dei piloti.
Tutti i lavori procedono contemporaneamente: piste, paravalanghe, frangivento, impianti di risalita, valli paravalanghe, ecc. tutte le imprese, con quasi 100 uomini impiegati, procedono con sincronismo e omogeneità.
Io sono un rompiscatole! Vedo tanto lavoro, poco personale e ritardi ovunque. Ne sanno qualcosa l’Ing Chianale, direttore lavori, e mio figlio Pier, direttore operativo, ma sono vivi e possono raccontarla. Anche con Fabio, il capo cantiere, ci abituiamo a litigare ma alla fine ne esce una stima reciproca. Alla fine tutto questo fa parte del mio mestiere.
Arrivano le carpenterie. Rino, i fratelli Bloise e tutti gli uomini, con i loro numeri da funamboli, consumando i bulloni, fanno crescere le strutture e con i loro mezzi fanno miracoli.
Con Fabrizio, che si occupa per noi della sciovia, diventa quasi una gara a chi è più bravo, ma bravi lo sono tutti.
Arrivano ancora altre imprese. E’ frenetico. Quando scrivo stiamo ancora lavorando, c’è la neve, fa freddo e siamo stanchi ma, dobbiamo farcela.
Ancora una volta manca un mese e ancora una volta arriviamo in autunno.
Grazie
Buona stagione a tutti. Poi si vedrà! Vittorio
I NUMERI DEL VALLONE
- 3.750 m di impianti di risalita nuovi
- 7.329 m di funi posate
- 4.000 m di linee elettriche nuove
- 1.100 mc di cemento
- 40 operai mediamente impiegati ogni giorno per 6 mesi
- 3.000 m di piste realizzate
- 400 m di paravento
1.200 m di paravalanghe installati
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