Pista Fraiteve Olimpica
17 marzo 2010
Buongiorno amici,
un'altra nostra pista è stata descritta da un altro grande campione anzi una campionessa Daniela Ceccarelli che ci racconta la pista Fraiteve Olimpionica:
Il monte Fraiteve, da dove parte l’omonima pista “Olimpica”, oltre ad esser il fulcro strategico della Vialattea, collegando Sauze D’Oulx e Sestriere con Sansicario è anche una vetta a dimensione d’uomo perché accessibile anche a sciatori non espertissimi. Il panorama che si gode dalla cima è unico in quanto fronteggiato dal monte Chaberton, che da nessun’altra prospettiva mette in così bella mostra le sue torri belliche, mentre nelle altre direzioni si ergono il monte Motta e il Sises con le piste di gara del Sestriere. Tanto questa pista è vicino al “Cielo” che proprio parallelamente alla partenza della gara olimpica, a pochi metri, si erge una cappelletta dono votivo di un uomo che nei primi dell’800, in tenera età, si perse sui monti e fu salvato da una Signora che lo protesse dal freddo della notte con il suo caldo abbraccio, rifocillandolo con pane bianco. Così, oltre ad essere meta ambita degli appassionati di sci che desiderano confrontarsi con la velocità degli olimpionici, può anche essere occasione per una pausa meditativa. Sciai per la prima volta su questa pista da piccolissima, in occasione di una delle mie prime gare (era il Gran Premio Giovanissimi) ed io, che arrivavo dall’Appennino, mi sentii disorientata dall’ampiezza di questa pista del Nord. A dimostrazione che la Olimpica Fraiteve è stata sempre nel mio destino, nel ‘97 conobbi Alessandro e per amore mi trasferii a Sansicario. Da allora questa pista divenne la sede di tutti i miei allenamenti, ma mai avrei immaginato che sarebbe poi stata eletta ad ospitare i Giochi Olimpici e ben due eventi di Coppa Del Mondo femminili. Le atlete, anche le migliori, sono state messe a dura prova fisicamente dagli oltre tre chilometri di pista che ne fanno la più lunga del circuito di Coppa Del Mondo. Iniziata la discesa, si prende il lancio dalla rampa del muro “Fraiteve” per incanalarsi in una gola dove è divertente provare a condurre delle curve paraboliche sfruttando le sponde laterali. Dopo un passaggio tra le rocce, ampliato grazie ai lavori per l’evento Olimpico, si ritrova la pendenza che sfocia in una bella compressione. Questa immette sul ”dosso delle Marmotte” che, in competizione, si trasforma in un salto da vertigine di oltre “45mt”. Poi un’ampia contropendenza e i movimenti del terreno fanno bruciare già i muscoli, ma ecco che ci si può riposare nella piana di Soleil-Boeuf che offre anche l’opportunità di una sosta culinaria nella baita proprio a bordo pista. Si riprende quindi con curvoni in un gioco di luci e ombre entrando nel bosco che crea la “Esse Du Lup”. Questa parte, pendente e tecnica, devia bruscamente con una bella curva a gomito ed il sole torna ad illuminare pienamente i dossi finali e la zona dell’anfiteatro d’arrivo, centro focale di Sansicario e punto di ritrovo di tutti gli appassionati che frequentano questa montagna. Date le mie origini non propriamente alpine, amo questa pista anche perché prevalentemente baciata dal sole e la consiglierei a chi come me, pur amando sciare, mal sopporta le rigide temperature dei versanti esposti a nord. La Olimpica Fraiteve è una pista accessibile anche ai bambini che, come la mia piccola Lara, possono confrontarsi con pendii non eccessivamente ripidi, fare lunghe soste giocose e raccontare poi di avere fatto una discesa “Olimpica”.
Grazie mille Daniela.
Ilaria
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